ROCAMADOUR

Splendido paese arrampicato sulle alpi, la cui caratteristica magica è di avere sette chiese nella stessa piazza, frutto di un percorso iniziatico da seguire

Rocamadour è stata nei secoli luogo di pellegrinaggio di santi e sovrani.
Fu per compiere le ultime volontà di un pover’uomo che aveva chiesto di essere sepolto sulla soglia della chiesa che furono disseppellite per caso, nell’anno 1166, le spoglie di un misterioso eremita, perfettamente conservate. Di fronte a questo fatto miracoloso, il corpo del presunto eremita fu esposto davanti all’altare e divenne presto oggetto di venerazione per i fedeli del luogo. Ma i miracoli si moltiplicarono (furono si dice 120 in cinque o sei anni), e Sant’Amadour, come si era deciso di chiamare l’oscuro eremita, cominciò ad attrarre pellegrini da ogni dove. A ridosso delle pareti alte sulle gole dell’Alzou fu allora costruito un santuario che vide sfilare in pellegrinaggio le massime personalità del tempo: Enrico Plantageneto, re d’Inghilterra, Luigi IX (San Luigi) e sua madre Bianca di Castiglia, Filippo il Bello, Luigi XI e un gran numero di Santi, come San Domenico e San Bernardo. La fama di Rocamadour si estendeva ormai fino alla Spagna, al Portogallo, alla Sicilia e oltre. Il romitaggio di Rocamadour conobbe la massima gloria nel XIII secolo: nei giorni del Grande Perdono, si contavano fino a 30.000 pellegrini, che dovevano salire in ginocchio i 233 gradini della scalinata. Qui erano incatenati davanti all’altare della Vergine Nera, prima di essere infine assolti dai loro peccati. Il pellegrino che aveva ricevuto il perdono riceveva un contrassegno (una specie di medaglia miracolosa). E’ il tempo in cui Rocamadour accumula ricchezze immense, e il suo nome diventa famoso quasi come quello di Gerusalemme. Ma tanta ricchezza attrasse inevitabilmente anche i predatori, e numerosi furono i saccheggi. Il peggio venne tuttavia con le guerre di religione, quando il corpo di Sant’Amadour fu dato alle fiamme dai protestanti; e siccome resisteva anche al fuoco, fu frantumato a martellate. Più tardi, anche la Rivoluzione Francese infierì sugli edifici, e fu soltanto nel XIX secolo che si intraprese la riabilitazione dell’insieme. Ripresero anche i pellegrinaggi, che continuano anche se ormai non conoscono più l’ampiezza raggiunta in passato.



I SETTE SANTUARI

La visita di Rocamadour è di fatto una serie di salite e discese, perché la cittadella sacra è costruita a ridosso della gola scavata dal fiume Alzou. Sulla piazza dedicata a Sant’Amadour sorgono i sette santuari: San Salvadore (la basilica), la cripta del santo (del XII secolo), la Cappella Notre Dame, e le cappelle consacrate a San Michele, San Giovanni, San Biagio e Sant’Anna. La basilica è di un tardivo stile romanico ogivale, e i lavori di restauro intrapresi dopo le razzie hanno nuociuto all’unità architettonica del luogo. Tuttavia, la cappella romanica di San Michele conserva sulla parete esterna due dipinti di grande qualità che rappresentano l’Annunciazione e la Visitazione e che sarebbero del XII. Dello stesso periodo è la statua della Vergine Nera