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Sacra di San
Michele - Monaci Rosminiani
L'Abbazia di
San Michele fu eretta sulla cima del monte Pirchiriano sul
finire del X secolo (984-990), ma la presenza monastica sulla
vetta e lungo le pendici del monte ha sicuramente una vita più
antica. La costruzione originaria pare risalire ai tempi
dell'Impero Romano (400 d.C.) ed era costituita da tre piccole
cappelle che formano la "chiesetta tricora" .
Ugo di Montboissier chiamò a dirigere la comunità di monaci
benedettini l'abate Adverto. In questi anni fu concepito,
probabilmente da Guglielmo da Volpiano, il grandioso disegno di
costruire una quarta chiesa sopra le tre preesistenti. Tra il
1015 e il 1035 la cima del monte Pirchiano è inglobata dalle
strutture di questa nuova chiesa, detta di Ugone.
Il numero dei monaci e la fama del monastero crebbero
ulteriormente. Su un imponente basamento che partiva dall'ultimo
picco del monte fu costruita una quinta chiesa.
Fino alla metà del 1300 l'abbazia visse il suo periodo di
maggior gloria e potenza.
Ottenne l'autonomia e l'indipendenza dal potere temporale e da
quello del vescovo di Torino. Si arricchì di una biblioteca, di
opere d'arte e di possedimenti in Italia e in Europa, diventando
una sacra-fortezza rispettata temuta.
Nel 1379, per il malgoverno del corrotto abate Pietro di
Forgeret, Amedeo VI di Savoia (Il Conte Verde) chiese alla Santa
Sede l'abolizione della figura dell'abate monaco e la sua
sostituzione con un Commendatario.
Questa nuova figura, interessata più ai profitti personali che
alle sorti del monastero, non fu assolutamente in grado di
contrastare la decadenza dell'abbazia. Nel 1622 il monastero
venne soppresso. Per un secolo e mezzo fu abitato solo da un
cappellano e un chierico.
Nel 1836 Carlo Alberto convinse Papa Gregorio XVI a chiamare
quali amministratori e custodi perpetui della Sacra di San
Michele, i Padri Rosminiani. Da allora i monaci hanno ripreso
l'antica vita benedettina e, grazie ai loro sacrifici, oggi la
sacra è di nuovo un centro ricco di iniziative sostenute
dall'attività di gruppi di volontari e dall'appoggio dei vari
Enti Pubblici e delle Soprintendenze.
Alla chiesa si accede attraverso Lo Scalone dei morti, una
scalinata lungo così chiamata perché lungo le pareti si aprono
ampie nicchie nelle quali apparivano, fino ai restauri del 1937,
scheletri di monaci. Un tempo nello scalone venivano seppelliti
abati e benemeriti del monastero; qualche tomba era anche ornata
da marmi e oggi se ne vedono cinque. Al lato destro della sommità
dello scalone troviamo La porta dello Zodiaco, opera di Maestro
Nicolao, uno dei più grandi architetti scultori della prima metà
del 1100. La chiesa ha uno splendido portale romanico, costruito
dagli architetti di Ugone nei primi anni del 1000. All'interno
si può ammirare il Grande Affresco, opera di Secondo del Bosco
di Poirino. Nella configurazione attuale della chiesa appaiono
tre generi di architettura: le absidi e la prima arcata sono in
romanico con delle influenze normanne, le due successive arcate
con pilastri a fascio e archi acuti sono in un romanico di
transizione, mentre il finestrone dell'abside centrale e le due
finestre delle navate minori sono in gotico di scuola
piacentina. La chiesa ospita opere di Defendente Ferrari e
Antonio Maria Viani.
Anche il monastero è visitabile: dal Portale dei monaci una
scala interna, incastrata nella roccia, conduce alla sacrestia.
Al "piano vecchio" del monastero si può visitare l'antca
officina, un'ambiente molto suggestivo dove la gigantesca
struttuta muraria sembra ancora una volta piegarsi alla roccia
del monte Pirchiriano. Sono visitabili anche il piccolo Chiostro
del vecchio monastero, il Refettorio (al piano dei Certosini),
la Sala Reale o Sala di Carlo Alberto, la Sala di Ricevimento e
l'antica cantina.
Il fascino di questa costruzione è ben descritto dalla
pubblicazione "Visitando la Sacra di San Michele"
curata da A. Salvatori: "È una delle più strane
costruzioni che si trovano in Italia: piantata sulle diverse
punte su cui termina il monte Pirchiriano, non solo si erge
sulla roccia, ma da questa è in parte ricavata e vi è scolpita
dentro, a punta di piccone; tanto che non completamente vinta,
la roccia appare, qua e là, persino nei piani più alti dell'edificio.[…]"
Informazioni
utili:
Sacra di San Michele - 10057 Sant'Ambrogio Torinese - Tel. e Fax
011/939130
ATL VAL SUSA E PINEROLESE: Viale Giolitti, 7/9 o 10064 PINEROLO
(TO) -Tel. 0121/795589
Come
arrivare:
Uscire al casello di Avigliana della Tangenziale Torino-Frejus
(30 km da Torino). Da Avigliana seguire le indicazioni per la
Sacra (12 km).
In treno, da Torino, scendere alla stazione di Sant'Ambrogio e
salire a piedi tra i boschi (1 ora di cammino).
Periodo
consigliato per la visita:
tutto l'anno.
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Sacra
di San Michele sorge sullo sperone roccioso del Monte
Pirchiriano. Si tratta di un'abbazia dalla forma assai
caratteristica, fondata verso il 1000 da San Giovanni Vincenzo,
già arcivescovo di Ravenna, in sostituzione forse di un
tempietto longobardo dedicato all'Arcangelo San Michele.
Dice
la leggenda che la cappella sia stata eretta pezzo a pezzo da
angeli e da colombe trasportando il materiale di una chiesetta
preesistente sull'opposto monte Civrari. In realtà quest'enorme
complesso di edifici fu fatto erigere intorno al Mille dall'alverniate
Ugone di Montboissier per i monaci benedettini. Ampliata già
nel 1110, la costruzione divenne un fiorentissimo monastero, con
300 monaci e 140 chiese e abbadie poste sotto la sua
giurisdizione. Nel corso dei secoli successivi ebbe
alternativamente periodi di splendore e di rovina, assalita più
volte da milizie straniere e più volte riedificata con
ampliamenti e nuovi edifici. Nel 1378 essa apparteneva al Conte
Verde. Nel 1622 Gregorio XV soppresse l'ordine benedettino della
Sacra. Da allora l'Abbazia soffrì di un periodo di decadenza
che durò quasi due secoli finchè nel 1836 essa fu affidata ai
Padri Rosminiani; in quella stessa epoca divenne dimora delle
salme di numerosi principi sabaudi. L'Abbazia consta di un
grandioso edificio, al quale si accede attraverso lo Scalone dei
Morti (intagliato nella viva roccia e così chiamato per la
presenza di antichi sepolcri) e la porta dello Zodiaco, che ha
belle sculture romaniche del maestro Nicolao.
La basilica si presenta in stile ogivale, ma con abside
romanica in serpentino che si erge al di sopra delle enormi
costruzioni alte persine 23 metri. Un bellissimo trittico sull'altar maggiore rappresenta una Madonna con Bambino opera di
Defendente Ferrari. Tutt'intorno alla parete della chiesa di
trovano le urne sabaude, tra le quali un severo mausoleo che
racchiude le illustri spoglie di un celebre abate della Sacra:
Guglielmo III di Savoia. Dalla navata centrale si accede
(mediante una scaletta) a tre cappelle, addossate l'una
all'altra e che rappresentano le primitive chiesette scavate
nella viva roccia, una bizantina, una longobarda e infine quella
di San Giovanni Vincenzo. Dal piazzale davanti alla chiesa si può
ammirare un meraviglioso panorama sulle colline e la pianura
sottostante; è curioso il salto della roccia sul piano della
Dora, chiamato Salto della Bell'Alda a ricordo di una diffusa
leggenda popolare: si narra infatti che una onesta contadina si
gettasse nel precipizio per sfuggire ad un soldato francese e,
sostenuta dagli angeli, si posasse a terra incolume, ma che,
inorgoglitasi per tanta grazia, volesse ripetere l'esperimento e
finisse con lo sfracellarsi sulle rocce sottostanti.Dopo anni di
trascuratezza, con danni generati da infiltrazioni di acqua alle
volte e danni inferti alle strutture dalle sottostanti cave di
pietra che facevano giornalmente brillare delle mine, sono
iniziati in questi ultimi anni una serie di restauri che
porteranno la Sacra all'antico splendore. Simbolo della Regione
Piemonte da alcuni anni è luogo di importanti manifestazioni,
convegni, mostre e concerti. Nel frattempo è sorto un
"Comitato Sacrense" composto da esperti e studiosi per
promuovere l'antica Abbazia come luogo sacro di pellegrinaggio
internazionale e ritrovo spirituale. Da 160 anni si occupano
della Sacra i Padri Rosminiani che, aiutati da 300 giovani
volontari, organizzano visite guidate tutti i giorni festivi e
animano le funzioni religiose e i momenti di preghiera.
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